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EnergiaVicina | 23/11/2017

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Sì del Consiglio di Stato al canone Rai in bolletta

Sì del Consiglio di Stato al canone Rai in bolletta
Carolina Cavedagna

Dopo il rinvio del testo al ministero dello Sviluppo Economico per alcune criticità, il Consiglio di Stato ha rilasciato ieri il suo parere favorevole allo schema di decreto ministeriale sul canone Rai in bolletta. Nella sostanza ci sono state alcune correzioni e integrazioni che hanno reso più chiari alcuni aspetti del decreto.

Confermato che il pagamento avverrà in dieci rate mensili, da gennaio ad ottobre di ogni anno. Solo per il 2016 il primo addebito di 60 euro sarà effettuato dalla prima fattura successiva al 1° luglio.

Da segnalare, tra le modifiche apportate al decreto da parte del Ministero, che la compensazione per le aziende elettriche che svolgono esercizio di riscossione è “forfettaria” e coperta dall’Agenzia delle Entrate, in modo che non ricada sulle tasche degli utenti ed evitando che le società elettriche possano chiedere più del canone Rai.

In merito alla definizione di apparecchio televisivo, il Ministero non l’ha inserita nel testo come auspicato dal Consiglio, tuttavia sono esclusi esplicitamente smartphone e tablet dal pagamento del canone. Inoltre, è confermato che il canone sia dovuto per un solo apparecchio, come riassunto nel nostro articolo dello scorso 15 aprile (leggi qui).

È stato inoltre corretto il passaggio relativo al delicato tema della privacy: le intese tra Autorità, AU, Agenzia delle Entrate e gli altri soggetti deputati alla gestione dei dati, dovranno essere predisposte “sentito il Garante per la Protezione dei dati personali”.

Per quanto riguarda recessi o comunicazioni, non è più prevista la disdetta dell’abbonamento richiedendo il suggellamento dell’apparecchio ma occorrerà presentare ogni anno la dichiarazione di non detenzione (entro il 16 maggio per quest’anno), e per chi abbia erroneamente comunicato il dato della residenza e per questo si è visto addebitare un secondo canone, potrà in ogni caso dichiarare che “sussiste altra utenza elettrica per la quale uno dei componenti il nucleo familiare è già tenuto al pagamento”.

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