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EnergiaVicina | 26/06/2019

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Riscaldamento domestico… rispettate la legge?

Riscaldamento domestico… rispettate la legge?
Redazione

Chi si lamenta sulla scomparsa delle mezze stagioni si ricrede ogni autunno, quando si esce di casa infreddoliti, ci si alleggerisce a metà giornata e si passa la sera con una coperta sulle ginocchia. La giornata si divide, l’armadio si divide e anche l’Italia si divide, tra chi subisce già le prime nebbie e chi è ancora a maniche corte. Questa differenza non si avverte solo in base alla latitudine a cui si vive… Anche nella città si possono osservare persone in canottiera e pelle d’oca e persone che avevano fretta di ritornare al guardaroba invernale e si ritrovano con la fronte imperlata di sudore. E addirittura nella stessa casa ci sarà chi smania dalla tentazione di accendere il riscaldamento e ogni sera si avvicina alla caldaia con desiderio. Desiderio che però andrà tenuto a freno se non si vuole infrangere la legge.

Quando si può accendere il riscaldamento?

Lo sapete che c’è una legge che stabilisce il periodo dell’anno in cui si possono tenere accesi i termosifoni? In base alla Legge del 9/1/91, n. 10 (G.U. n. 13, del 16/01/91), al DPR del 26/8/93, n. 412 (G.U. n. 242, del 14/10/93) e successive modifiche, il territorio italiano è suddiviso in sei fasce climatiche, per ognuna delle quali vengono indicate le diverse date di accensione e spegnimento del riscaldamento e la quantità di ore al giorno in cui i termosifoni possono restare accesi. Se non abitate nella zona F, ossia nelle province di Belluno e Cuneo in cui non ci sono limitazioni, dovrete attenervi a delle precise specifiche. Si va dalle 14 ore al giorno consentite nel periodo che va dal 15 Ottobre al 15 Aprile nelle province della zona E, alle 6 ore al giorno per gli abitanti della zona A (Lampedusa, Porte Empedocle e Linosa) nel periodo dal 1 Dicembre al 15 Marzo. A questo indirizzo (http://www.sicet.it/pages/notizie/riscaldamento_corpo.htm), potete consultare l’elenco completo delle province per zona di appartenenza.

La temperatura massima consentita

Oltre al periodo di accensione, la normativa di riferimento stabilisce anche il limite massimo di temperatura consentito nelle abitazione. In particolare, per essere a norma di legge, non bisogna mai fissare il termostato al di sopra dei 22 gradi (20 gradi con due gradi di tolleranza). Questo limite è valido non solo nelle abitazioni private, ma anche negli uffici, nelle scuole e in tutti gli altri edifici pubblici. Fanno eccezione gli immobili in cui si svolgono attività industriali e artigianali (o assimilabili), in cui non si possono superare i 18 gradi.

Rispettare i limiti imposti dalla legge è fondamentalmente una questione di buon senso civico, soprattutto considerando la mancanza dei controlli del rispetto di queste normative. Fare un uso corretto degli impianti di riscaldamento è, infatti, consente di ridurre l’inquinamento atmosferico e permette una qualità migliore della vita. Ricordiamoci che eccedere nel riscaldamento degli ambienti in cui stiamo fa male alla salute, all’ambiente e, in ultimo, al portafoglio!

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