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EnergiaVicina | 22/10/2020

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Riscaldamento centralizzato: dal 2016 contatori individuali

Riscaldamento centralizzato: dal 2016 contatori individuali
Carolina Cavedagna

L’annosa questione del riscaldamento centralizzato ha i mesi contati. Entro il 2016 infatti i condomìni dotati di un’unica centrale termica dovranno installare un sistema di contabilizzazione del calore, per rilevare i consumi di ogni singolo locale. In base al decreto legislativo 102/2014 che ha recepito la direttiva europea 2012/27/UE sull’efficienza energetica, dovranno essere inoltre installati dispositivi specifici per la termoregolazione: ogni inquilino potrà quindi impostare autonomamente la temperatura desiderata per la propria abitazione.
Alla base del provvedimento europeo e nazionale è far pagare a ogni proprietario o inquilino l’energia effettivamente consumata nei propri locali, dicendo addio alla classica ripartizione delle spese per il riscaldamento secondo i millesimi di proprietà, ai quali si aggiungono due aliquote per coprire, rispettivamente, i consumi dei locali comuni e le fisiologiche perdite dell’impianto. Dunque, risparmio economico ed energetico.
L’Ing. Alfredo Marrocchelli del Centro ricerche Casaccia dell’Enea, ha stimato intorno al 95% il numero degli edifici che adotteranno la contabilizzazione “indiretta”, ovvero quegli edifici dotati di tubazioni verticali che servono diversi caloriferi situati su piani differenti. Si tratta di edifici costruiti negli anni Settanta per i quali è impossibile stabilire con un sistema di contabilizzazione diretta quanta energia sia consumata in un determinato appartamento. La soluzione è l’installazione di un ripartitore di calore in grado di rilevare sia la temperatura della superficie del calorifero che l’energia immessa nel locale.
In base alle stime fornite dall’Ing. Marrocchelli, il costo per adeguare ogni termosifone è nell’ordine di 80-100 euro, includendo il ripartitore, la valvola termostatica, la nuova valvola d’uscita e il nuovo sfiato dell’aria, a cui sommare da 2 a 4 euro l’anno per la lettura dei consumi reali di ogni ripartitore. La vita utile delle apparecchiatura è di circa dodici anni, al termine dei quali, per la loro sostituzione, si dovrà affrontare una spesa di circa 30 euro per unità.
Considerando che si tratta di un intervento importante, il consiglio è di approfittarne per verificare il corretto funzionamento della caldaia ed eventualmente di installarne una a condensazione, sfruttando inoltre le detrazioni fiscali del 65% valide fino alla fine del 2015 e del 36% per il 2016, fatte salve eventuali proroghe future.
La normativa dovrà essere applicata anche ai condomìni che utilizzano il teleriscaldamento, attraverso la dotazione aggiuntiva di un sistema elettronico di contabilizzazione che consenta ai gestori di verificare il consumo effettivo di ogni singolo palazzo.
Il periodo migliore per rottamare l’impianto di riscaldamento centralizzato è certamente la stagione estiva, considerando che si tratta di interventi che richiedono lo spegnimento delle caldaie (è necessario infatti svuotare l’intero impianto e smontare i caloriferi) e che potrebbero protrarsi per qualche settimana. I condomìni che non si adegueranno alla nuova norma, entro la tempistica prevista, saranno soggetti ad una multa dai 500 ai 2.500 euro.

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