Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

EnergiaVicina | 22/10/2020

Scroll to top

Top

Rinnovabili per salvare economicamente le città

Rinnovabili per salvare economicamente le città
Redazione

Molti paesi nel mondo stanno investendo sulle energie rinnovabili, ma cosa può fare il sindaco di una piccola città o un paese? Ci sono delle soluzioni pratiche per risparmiare sui costi energetici e contemporaneamente respirare meglio? Si, ve ne vogliamo presentare due in particolare.

Il primo esempio è la cittadina di Montmélian, sulle Alpi francesi.

Il paese ha iniziato il suo percorso con le energie solari nel 1983, quando in pochi conoscevano questa tecnologia, ma il sindaco sognava in grande e voleva rendere la sua città un esempio per tutti.

Installarono inizialmente i pannelli solari sopra la piscina comunale e il risparmio del 74% sulla bolletta elettrica convinse tutti a proseguire, ricoprendo anche altri edifici pubblici e privati.

Oggi sopra le teste dei quasi 4 mila abitanti di Montmélian si distendono circa 2 mila metri quadrati di pannelli fotovoltaici e termici.

La scommessa è per il futuro però, il piano non è terminato e i nuovi amministratori non accennano a fermarsi: il prossimo passo sarà la ristrutturazione di un quartiere cittadino che grazie al solare diventerà autosufficiente per l’80% del proprio fabbisogno energetico.

Gli eco-quartieri e i pannelli solari oggi non sono più considerabili azzardi, ma investimenti dettati dal buon senso, per concedere una boccata di respiro agli abitanti e alle casse dei comuni.

Vi sembra che questi esempi siano un sogno per l’Italia e possano nascere soltanto all’estero? Ebbene anche noi abbiamo un’oasi energetica con cui stupire il mondo e sperare in un futuro migliore: è il paese di Ossana.

Vicino a Trento, in Val di Sole, Ossana ospita meno di 900 persone, ma può garantire energia per 5 mila! Come può un piccolo paese montano con pochi abitanti e a rischio chiusura avere introiti annui da un milione di euro? Grazie a tre centrali idroelettriche che sfruttano i torrenti che scorrono sulle vicine montagne, mantenendo un basso impatto ambientale, ma una rendita notevole per la collettività. Dato che una centrale è di proprietà del Comune e le altre due sono partecipate, gli introiti arrivano direttamente ai cittadini: oltre a togliere Imis e Tasi, gli amministratori di Ossana hanno reinvestito in manutenzione dell’esistente, nel fotovoltaico per continuare la transizione alle rinnovabili e nella cura del proprio territorio in ottica turistica.

Oltre ai vantaggi economici, ci sono anche quelli ambientali: i gas serra a Ossana si sono ridotti del 43% nel 2015, l’obiettivo è raggiungere il 90% entro il 2020.

Un’aspirazione credibile per il trentino e un’ispirazione per il resto d’Italia.

Shares
Share This