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EnergiaVicina | 19/09/2017

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Nuove lampade a incandescenza: luce migliore e alta efficienza

Nuove lampade a incandescenza: luce migliore e alta efficienza
Redazione

Le lampadine a risparmio energetico vi convincono poco? La luce che emettono non sembra naturale?

Effettivamente è così! Secondo l’indice di resa cromatica (IRC), l’illuminazione LED e quella delle fluorescenti compatte CFL di migliore qualità, consentirebbe di vedere i colori naturali degli oggetti all’80%. Esiste tuttavia un tipo di lampadina che illumina naturalmente quasi al 100% senza falsare i colori con la scelta di luci calde o fredde: è il vecchio bulbo a incandescenza.

Se le introducessimo nuovamente nelle nostre abitazioni, ne perderemo notevolmente in fatto di risparmio energetico direte voi, giusto, ma a breve le cose potrebbero cambiare.

Un team composto da ricercatori dell’MIT e dell’Università di Purdue ha sviluppato una struttura a nano-cristalli fotonici in grado di assorbire e riutilizzare il calore prodotto dalle lampadine a incandescenza, rendendole più efficienti di quelle a risparmio energetico.

Ecco come funziona la nuova lampadina

L’energia che arriva alla lampada riscalda il filamento di tungsteno fino a una temperatura di 2700 gradi, il calore sprigionato viene assorbito da una struttura che circonda il filamento e la riflette nuovamente verso l’interno generando nuova luce. Un vero e proprio sistema di riciclo delle radiazioni infrarosse prodotte dall’incandescenza.

In precedenza queste lampade sprecavano il 95% della propria energia sotto forma di calore, emettendo luce con il 5% dell’energia rimanente, un’efficienza energetica molto bassa che nel 2012 ne ha provocato la messa al bando dal mercato dell’illuminazione.

Le attuali luci LED e CFL arrivano al massimo a un rendimento del 13%.

La futura lampadina a incandescenza dotata della tecnologia “recycling light” dell’MIT, con struttura riflettente, secondo le stime dei ricercatori sarebbe in grado di raggiungere addirittura il 40% di efficienza energetica.

Anche se i primi test sui prototipi hanno raggiunto il 6,6% di efficienza, il passo in avanti è stato effettuato, aprendo la strada a nuove interessanti possibilità di riciclo del calore in luce visibile.

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