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EnergiaVicina | 06/12/2019

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Capire il mercato libero? Si può!

Capire il mercato libero? Si può!
Carolina Cavedagna

Intervista all’Ingegner Renato Guerzoni, Amministratore Delegato di Soenergy

Il mercato libero dell’energia compie dodici anni: è dal 2003 infatti che gli italiani possono scegliere liberamente il proprio fornitore di gas (per l’energia elettrica invece abbiamo dovuto aspettare il 2007). L’energia non è un tema semplice da comprendere e certamente doversi districare tra offerte e prezzi dei soggetti più disparati disincentiva il cambio di fornitore. Come scegliere il proprio venditore? È davvero più conveniente passare al mercato libero?

Ingegnere, dai dati diffusi recentemente dall’Autorità per l’Energia e il Gas risulta che la liberalizzazione del mercato dell’energia non ha portato ad un abbassamento dei prezzi per i consumatori. È davvero così?

In effetti lo è. Mediamente i prezzi del mercato libero sono stati superiori di un 15%-20% (in riferimento alla componente di approvvigionamento, commercializzazione e margine di contribuzione, ndr.) rispetto a quelli definiti dall’Autorità. Tuttavia starei attento a generalizzare: sul mercato oggi si trovano diverse offerte, e non mi riferisco solamente a quelle di Soenergy, che migliorano i prezzi di tutela. Purtroppo però chi propone tali offerte spesso è un operatore medio-piccolo, poco conosciuto su scala nazionale, che fatica ad acquisire la visibilità che meriterebbe.

Resta il fatto che i prezzi definiti dall’Autorità rimangono generalmente quelli più convenienti.

Nella gran parte dei casi lo sono sicuramente. Il motivo principale sta nel fatto che i tre grandi player del settore, quelli che, come ha detto recentemente il Presidente dell’Autorità Guido Bortoni, da soli controllano il 70% del mercato, si guardano bene dall’incentivare la concorrenza sui prezzi. Godendo di una forte reputazione, investono sulla loro immagine di operatori “seri e garantiti”, e l’offerta in sé cade inevitabilmente in secondo piano. Vi sono poi sul mercato soggetti con comportamenti scorretti che dovrebbero indurre il consumatore a tenere sempre gli occhi aperti sulle caratteristiche dell’offerta commerciale.

Quando parla di comportamenti scorretti a cosa si riferisce?

Innanzitutto alle pratiche poco trasparenti. Molti operatori affidano la loro attività commerciale ad agenzie che per strappare il contratto sono disponibili a fare e raccontare qualsiasi cosa ai consumatori. Lo sa che molti di questi agenti non mostrano, come d’obbligo, i reali costi del contratto che propongono? Un agente corretto dovrebbe avere con sé la scheda di confrontabilità dei prezzi, che mette a confronto i prezzi del contratto proposto con quelli dell’Autorità. Per non parlare poi dei call center che strappano contratti telefonici a persone assolutamente inconsapevoli.

Parlando di offerte, ci sono differenze tra il mercato libero del gas e quello dell’energia?

Sì, c’è una grossa differenza. Il mercato elettrico è a matrice nazionale e le offerte sono disponibili dal nord al sud senza differenze sostanziali, se non nel prezzo, appunto, della materia prima. Per quanto riguarda il gas invece, il mercato è ancora strutturato in bacini in cui c’è un incumbent locale che quindi condiziona la maggior parte delle offerte. In poche parole quello elettrico è un mercato nazionale, quello del gas invece è locale.

Ma allora come può il consumatore riuscire a capire cosa davvero conviene, dovendo districarsi in un mondo di porta a porta e call center ingannevoli da una parte, e offerte poco comprensibili e confrontabili, con bonus, taglie e premi dall’altra?

Questo è il problema vero. Si è assediati da venditori e da offerte che non rispondono all’esigenza della chiarezza e della trasparenza, ma che tendenzialmente confondono il consumatore. Allora, in questi casi, serve un intervento degli organi di controllo che regoli e inibisca i comportamenti scorretti. L’aver posto forti limitazioni ai contratti telefonici, da parte dell’Autorità, rappresenta un primo passo. È auspicabile che si inizi a verificare l’attività di certe agenzie che svolgono l’attività commerciale senza rispettare le regole imposte, prima fra tutte quella di rappresentare i costi veri di ciò che si propone. L’altro passo lo devono fare i consumatori, informandosi, acquisendo quelle conoscenze base che possono fare la differenza.

Il cliente medio quindi si può definire poco consapevole ed informato sul mercato libero, sia in termini di prezzi che di operatori con i quali si ha a che fare.
Pochissimi consumatori sanno effettivamente quanto pagano il gas e l’energia! Ma basterebbe veramente poco per evitare raggiri. Intanto si deve sapere per certo con chi si ha a che fare, cioè quale società rappresenta la persona dalla quale si è contattati. È importante avere la certezza che il vostro interlocutore, una volta sottoscritto il contratto, vi offra anche una assistenza nel tempo. Si deve inoltre sempre richiedere la scheda di confrontabilità: se un venditore non ce l’ha, meglio stare attenti. Sarebbe utile anche farsi fare un preventivo scritto. E soprattutto bisognerebbe informarsi sulle previsioni dei prezzi.

In che modo?

Le previsioni dei prezzi e noi le diamo ad esempio a tutti i nostri sportelli perché il cliente le possa vedere. In particolare, in questo ultimo anno sono stati proposti tanti prodotti a prezzo fisso o bloccato per 1 anno o anche 2, ma noi sapevamo che le previsioni parlavano di una riduzione sensibile dei prezzi. Fatto sta che oggi c’è gente che paga il gas a 42 centesimi a metro cubo, mentre il prezzo dell’Autorità è sceso sotto i 30, e dal primo aprile scenderà ancora. I numeri parlano da soli.

Allora bisogna proprio diventare degli esperti per risparmiare!

Non proprio esperti, ma qualche conoscenza in più aiuterebbe molto a difendersi dai procacciatori d’assalto. Comunque va detta anche un’altra cosa: il risparmio non è dato solamente dal prezzo. Avere un ufficio vicino a casa con persone a cui chiedere chiarimenti sulle bollette o consigli sulla gestione dei consumi fa una bella differenza, rispetto ad un numero verde da chiamare o ad un servizio assistenza affidato a chissà quale call center. Anche le modalità di lettura di un contatore possono fare la differenza sul prezzo. Nell’ottica della totale trasparenza, noi abbiamo scelto di fare solamente letture effettive: il nostro cliente quindi si trova a pagare solo il gas che ha consumato, senza incappare in complesse fatture di conguaglio e senza anticipare soldi al fornitore.

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