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EnergiaVicina | 06/12/2019

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Luce e gas, quanto ci costano? Un confronto con l'Europa

Luce e gas, quanto ci costano? Un confronto con l’Europa
Andrea Ricci

L’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (Aeegsi) alcuni giorni fa ha pubblicato l’Indagine Conoscitiva sui prezzi finali dell’energia elettrica e del gas naturale presentata al Senato della Repubblica. Nel documento vengono descritti in modo puntuale i costi dell’energia applicati ai consumatori italiani e si fa anche un confronto con ciò che spendono i consumatori dei principali paese europei.

Trattandosi di un lavoro che offre una serie di informazioni interessanti, anche se molte cose scritte erano note da tempo, abbiamo pensato di ricavarne una sintesi commentata da mettere a disposizione dei lettori di questo blog.

Per quanto riguarda l’Energia Elettrica, nel primo trimestre 2015 il prezzo rilevato nel mercato all’ingrosso, ossia il prezzo unico nazionale (c.d. PUN), è diminuito mediamente di circa il 12% rispetto al trimestre precedente e dell’1,1% rispetto all’analogo trimestre del 2014, attestandosi intorno ai 52 €/MWh.

Pur in presenza di un andamento favorevole dei prezzi dell’energia è necessario sottolineare che i consumatori finali hanno beneficiato solo in parte di questa diminuzione dei prezzi e questo perché nella nostra bolletta continuano ad incidere in modo pesante i cosiddetti “oneri generali di sistema” che dal 2009 al 2012 sono triplicati.

Di fatto, con la nostra bolletta elettrica, oltre a pagare la materia prima, le tasse, i costi di rete ecc., paghiamo anche altre componenti ed in particolare la copertura degli incentivi alle fonti rinnovabili ed assimilate che nel 2015 saranno di ben 15 miliardi di euro (il doppio del 2011).

Questa situazione è diventata ormai insostenibile. In prima istanza perché grava pesantemente sul bilancio delle famiglie italiane e sulla competitività del sistema produttivo del nostro Paese, in seconda perché alimenta una evidente ingiustizia: scarica i costi di una politica di incentivo alle fonti rinnovabili, sulla bolletta energetica e non, come avviene negli altri paesi, sulla fiscalità generale.

Va anche aggiunto che sulla questione delle agevolazioni a favore delle imprese energivore, c’è una nuova disciplina europea che impone una verifica della compatibilità degli aiuti di Stato nei settori dell’energia e dell’ambiente e per questa ragione è stato aperto un procedimento presso la Commissione europea che auspichiamo si concluda al più presto.

Prendendo a riferimento i prezzi stabiliti dall’Autorità per il secondo trimestre 2015 (1 aprile – 30 giugno 2015), il prezzo per la fornitura di energia elettrica nell’ambito del servizio di maggior tutela per la famiglia-tipo (che convenzionalmente consuma 2.700 kWh l’anno con 3 kW di potenza impegnata), è di 18,516 centesimi di euro per kWh, oneri di sistema e tasse inclusi, in calo dell’1,1% rispetto al trimestre precedente.

Rispetto al corrispondente trimestre del 2014, le condizioni economiche di maggior tutela nel trimestre aprile-giugno 2015 risultano in calo del 2,4%.

Se esaminiamo come incidono le diverse componenti sui 18,516 centesimi di euro per KWh il quadro che ne emerge è il seguente:

 

Costo cent€ % Descrizione
7,38 cent€ 39,85% Costi di approvvigionamento dell’energia
0,89 cent€ 4,81% Commercializzazione al dettaglio
3,32 cent€ 17,90% Servizi di rete (trasmissione, distribuzione e misura
4,44 cent€ 23,98% Oneri generali di sistema
2,49 cent€ 13,45% Le imposte: IVA e accise

In particolare, nel II trimestre del 2015, gli oneri di sistema della famiglia tipo risultano così ripartiti:

% Descrizione
83,37% Incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate (componente A3)
7,63% Oneri per la messa in sicurezza del nucleare e compensazioni territoriali (componente A2 e MCT) comprensivi dei 135 milioni di euro/anno destinati al Bilancio dello Stato
4,74% Agevolazioni per le imprese manifatturiere a forte consumo di energia elettrica (componente Ae);
1,60 Promozione dell’efficienza energetica (componente UC7)
1,35% Regimi tariffari speciali per agevolazioni ferroviarie (componente A4)
0,71% Compensazioni per le imprese elettriche minori (componente UC4)
0,45% Sostegno alla ricerca di sistema (componente A5)
0,16% Bonus elettrico (componente As)

(Fonte AEEGSI su dati Eurostat)

In estrema sintesi, quindi, la spesa per acquistare l’energia elettrica e per commercializzarla rappresenta il 44% di ciò che si paga in bolletta. L’altro 56% si forma sommando il 17,90% dei servizi di rete, il 13,45% di imposte e ben il 23,98% di oneri generali di sistema.

 

PREZZI DEL GAS NATURALE

Sui mercati europei del gas i prezzi spot all’ingrosso hanno evidenziato un calo significativo tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 (da circa 23 a 19 €/MWh sull’hub olandese TTF), per poi riprendersi nello scorso mese di febbraio, con conseguente risalita dei livelli intorno ai 21-22 €/MWh nel mese di marzo.

Nel primo trimestre del 2015 i prezzi sono stati mediamente inferiori di un 14% rispetto a quelli del corrispondente periodo del 2014. In particolare il ribasso del costo della materia prima (-10%) avvenuto a fine anno si è riflettuto positivamente sulla bolletta dei consumatori, almeno quelli che avevano un contratto con le condizioni economiche di tutela.

Infatti, dal 1 aprile 2015, il prezzo di riferimento del gas per il cliente domestico tipo (caratterizzato da un consumo annuo di 1400 mc) è pari a 78,46 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse, in calo del 4% rispetto al trimestre precedente. Rispetto al corrispondente trimestre del 2014, il calo è del 5,5%.

 Per la famiglia tipo, il prezzo finale per la fornitura di un metro cubo di gas naturale, a decorrere dall’1 aprile 2015, può essere scomposto nelle seguenti voci:

Costo cent€ % Descrizione
28,51 cent€ 36,33% Costi di approvvigionamento del gas naturale e per le attività connesse
0,85 cent€ 1,08% Gradualità nell’applicazione della riforma delle condizioni economiche del servizio di tutela del gas naturale e per il meccanismo di rinegoziazione dei contratti pluriennali di approvvigionamento
4,92 cent€ 6,27% Vendita al dettaglio
11,18 cent€ 14,25% Distribuzione e misura
3,09 cent€ 3,95% Trasporto
0,69 cent€ 0,88% Oneri generali di sistema, fissati per legge
29,22 cent€ 37,25% Imposte che comprendono le accise (19,48%) l’addizionale regionale (2,59%) e l’IVA (15,18%)

(Fonte AEEGSI su dati Eurostat)

CONFRONTO DEI PREZZI CON ALTRI PAESI EUROPEI

Energia elettrica – consumatori domestici

I prezzi sostenuti dai clienti domestici italiani per la bolletta elettrica hanno un andamento opposto rispetto a quelli europei. Mentre in Italia vige una struttura progressiva dei prezzi (con l’eccezione della prima classe di consumo), nel resto d’Europa i prezzi risultano invece decrescenti al crescere dell’energia acquistata.

Di conseguenza, la convenienza dei prezzi italiani, inizialmente molto elevata, si riduce fino a divenire negativa, a partire da consumi superiori a 5.000 kWh/anno.

TAB 1

In estrema sintesi (Tabella 1.) le famiglie italiane  con un consumo superiore ai 2.500 KWh/anno risparmiano il 20% rispetto alle famiglie tedesche mentre spendono appena un 3% in più rispetto a quelle spagnole.

Considerando livelli di consumo superiori ai 5.000 KWh/anno, in tutti i paesi europei presi a riferimento l’energia elettrica costa molto meno: si va dal – 22% della Germania al – 89% della Spagna.

È importante sottolineare che circa il 96% dei clienti italiani si colloca nelle prime tre classi di consumo (cioè entro i 5.000 kWh/anno) e pertanto si può affermare che, almeno per i clienti domestici, i prezzi della nostra energia sono assolutamente competitivi.

Energia elettrica – consumatori industriali

Per quanto riguarda le tariffe applicate ai consumatori industriali si confermano anche per il 2014 valori di prezzo, al lordo delle imposte, superiori a Francia, Regno Unito e Spagna, salvo per la prima classe di consumo. I prezzi tedeschi e danesi, invece, risultano inferiori a quelli italiani per le prime classi di consumo, ma all’aumentare dei volumi il divario si inverte e i prezzi italiani risultano i più convenienti.

In generale, al crescere della dimensione dei clienti i differenziali di prezzo si riducono verso tutti i Paesi indicati.

Considerando i prezzi al netto delle imposte, il quadro tende a confermarsi, con l’eccezione di Regno Unito e Spagna (solo nelle prime quattro classi) dove i valori italiani risultano più convenienti.

Gas naturale – consumatori domestici

I prezzi del gas naturale applicati nell’ambito domestico risultano sono nella maggior parte dei casi più alti rispetto agli altri Paesi europei riportati in tabella 3, se analizzati al lordo delle imposte.

A fare la differenza rispetto agli altri paesi è proprio l’aspetto fiscale: al netto delle imposte, infatti, l’Italia risulta e uno dei Paesi europei più convenienti.

TAB 3

Figura 5. Prezzi del gas naturale per i consumatori domestici con consumo annuo compreso tra 20 e 200 GJ, ovvero tra 525 e 5.254 m3

Prezzi al lordo delle imposte c€/m3; anno 2014

PREZZI GAS FIG. 5

(Fonte AEEGSI su dati Eurostat)

Per la classe di clienti con consumi compresi tra 525 e 5.254 m3 (Figura 5) si evidenzia, in particolare, come i prezzi lordi nel 2014 siano diminuiti in Italia (-1,8%), a fronte degli aumenti registrati in Germania (+0,8%) e in Spagna (+5,4%).

Gas naturale – consumatori industriali

Per i consumatori industriali i prezzi del gas nel 2014 si confermano più alti per le classi a basso consumo, ma significativamente più bassi man mano che aumentano i livelli di consumo.

TAB.4

Ad eccezione della Danimarca, tradizionalmente caratterizzata da livelli di tassazione particolarmente rilevanti, per la classe di consumo tra 2,6 e 26,3 migliaia di m3 l’Italia è il Paese con i prezzi al lordo delle imposte più elevati tra le nazioni più rappresentative illustrate nella tabella 4. Considerati i prezzi netti, invece, l’Italia risulta il terzo Paese più conveniente dopo la Danimarca e il Regno Unito.

In conclusione, riprendendo quanto scritto da Francesco Cerrone in questo stesso Blog, “nell’elettricità, per consumi fino a 5.000 kWh/anno (pari al 90% del totale) gli italiani pagano mediamente di meno. Ma oltre tale soglia il rapporto si capovolge. Se consideriamo i consumatori industriali è l’esatto contrario: prezzi più alti per i consumatori italiani nelle fasce più basse e più bassi rispetto agli omologhi europei in quelle più alte. Per quanto riguarda il gas, si è evidenziato il forte divario dei prezzi al netto delle tasse (particolarmente competitivi in Italia) e al lordo delle tasse (tra i più alti in Europa)”.

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