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EnergiaVicina | 19/09/2017

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Energia: quanto siamo dipendenti dall'estero?

Energia: quanto siamo dipendenti dall’estero?
Redazione

Le materie prime si stanno esaurendo e sfruttare le risorse rimanenti costerebbe troppo, meglio comprare energia dall’estero.

Questo sarebbe il ragionamento della maggior parte dei paesi europei secondo Eurostat, che registra un notevole calo della produzione di energia primaria. Questo calo ha portato gli stati dell’Unione Europea a importare circa la metà dell’energia che consumano annualmente (53,4%).

L’Italia quanto dipende dall’energia estera?

Molto più degli altri, i dati riferiti all’ultimo periodo del 2014 registrano un’importazione del 75,9% dell’energia consumata. Un numero considerevole per una delle maggiori economie dell’Unione, ma siamo stati in grado di fare meglio per quanto riguarda la sotto categoria dell’energia elettrica.

Secondo i dati di Terna, nel 2015 abbiamo prodotto autonomamente l’85,3% dell’elettricità consumata, mentre solo il 14,7% è di derivazione estera.

La richiesta di energia elettrica è aumentata dell’1,5% rispetto al 2014, per un totale di 315,2 miliardi di kilowattora consumati nel 2015.

Abbiamo aumentato anche la produzione di elettricità da fonti idroelettriche, fotovoltaiche, eoliche e geotermiche, che nel 2015 secondo i Terna «ha raggiunto i 90 miliardi di kWh, pari al 33% della produzione nazionale netta».

Oltre a questi numeri è però interessante vedere da dove arrivano gli aumenti della domanda elettrica: la macro-area del Sud Italia (Campania, Calabria, Basilicata e Puglia) ha ampliato la sua richiesta del 4,4% rispetto al 2014, simile l’incremento di Emilia-Romagna e Toscana con un +4,3%. Chi rimane stabile è la macro-area Nordest (Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia) con un’innalzamento della domanda limitato al +0,4%.

Ma giusto per ricordarci quanta differenza ci sia fra il consumo di elettricità fra Nord e Sud Italia è bene ricordare i dati di Confartigianato, secondo cui il triangolo energivoro lombardo (Milano, Bergamo, Brescia) consumi tanto quanto tutta l’Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Basilicata e Puglia).

L’autonomia energetica italiana è molto lontana, ma almeno per quanto riguarda la produzione nazionale di elettricità siamo sulla buona strada.

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