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EnergiaVicina | 06/04/2020

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Energia pulita: un viaggio in 11 isole

Energia pulita: un viaggio in 11 isole
Redazione

Dal momento che la maggior parte degli italiani ha già attivato il countdown per le ferie, gli argomenti all’ordine del giorno sono principalmente viaggi e vacanze. Per adeguarci, anche noi oggi parliamo di 11 isole, scelte non per le spiagge né per i loro locali, ma per ben altri meriti. Legambiente ha, infatti, segnalato le 11 isole del mondo che hanno scelto di puntare sull’energia pulita e rinnovabile. Lo ha fatto in un dossier dal titolo “11 Isole in transizione verso 100% rinnovabili”.

Il record mondiale come prima isola ad aver raggiunto l’autosufficienza energetica grazie alle energie rinnovabili è detenuto da El Hierro, isola delle Canarie. Da giugno 2014, l’energia che serve ai 10.162 abitanti residenti è prodotta da un sistema di impianti idroelettrici, che permette di risparmiare oltre 1,8 milioni di euro di petrolio annui e di evitare l’immissione nell’atmosfera di 18.700 tonnellate di C02.

Le altre isole che puntano al “100% fossil free” sono: Samso e Bornholm in Danimarca, le isole scozzesi di Eigg, Muck e Gigha, Bonaire e Aruba nei Paesi Bassi, Pellworm in Germania, Tokelau in Nuova Zelanda e l’isola di White in Inghilterra. Queste piccole realtà testimoniano come sia possibile rispondere a tutti i fabbisogni energetici grazie all’energia rinnovabili. Tra centrali idroelettriche, turbine eoliche e impianti fotovoltaici in queste isole l’imperativo è liberarsi dai vecchi e inquinanti impianti da fonti fossili.

Laddove per rendersi energeticamente indipendenti non ci siano sufficienti risorse allora si coinvolge la popolazione locale. Esempio di quanto sia significativo l’approccio ‘bottom up’ e la partecipazione della collettività è quanto è stato realizzato nell’isola di Samso. Qui, gli aerogeneratori presenti sono stati comprati da diverse realtà presenti sull’isola: cinque turbine sono state acquistate dalla municipalità locale di Samso, tre da agricoltori dell’isola e due da una società di investimento. Stessa cosa per la rete di teleriscaldamento: dei quattro impianti da cui è composta, uno è di proprietà di 240 famiglie, uno di un agricoltore privato e due di una società energetica locale.

Come avete letto, nell’elenco delle 11 isole mancano dei nomi italiani. E, infatti, nelle piccole isole del nostro Paese, a dispetto delle grandi potenzialità, gli impianti ad energia rinnovabile sono meno diffusi rispetto alla terra ferma. Tanto che Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, parla di un vero e proprio paradosso. “Oggi nelle isole minori italiane l’energia è costosa e sussidiata con 70milioni di euro prelevati in bolletta, ed è prodotta da vecchi impianti da fonti fossili. E malgrado le potenzialità delle rinnovabili siano enormi, la transizione che si sta rivelando un successo in tutto il mondo da noi è bloccata”.

Per questo Legambiante ha messo al centro del progetto Isole Smart energy le isole di Favignana, Giglio e Lampedusa, volto a realizzare in queste bellissime isole un nuovo modello energetico 100% rinnovabile, attraverso impianti da fonti rinnovabili e efficienti. Riuscire ad operare questo cambiamento sarebbe nell’interesse dei cittadini e, soprattutto, dell’ambiente visto l’immenso patrimonio naturalistico di queste isole e il loro potenziale turistico.

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