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EnergiaVicina | 23/11/2017

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Energia dalle onde del mare: impianto record in Europa

Energia dalle onde del mare: impianto record in Europa
Redazione

Il mondo si riscalda e trae energia elettrica in larghissima parte dai combustibili fossili, pensate che ancora oggi il 29% del mix energetico mondiale è coperto dal carbone.

Se l’ambiente è in pericolo c’è però qualcuno che si sta muovendo per cambiare le cose in grande. Oggi c’è qualcosa di diverso dalle fonti rinnovabili più diffuse, siamo alla fase successiva alla sperimentazione: è stato attivato a inizio 2016 il più grande impianto al mondo di sfruttamento delle onde del mare per produrre energia.

La costruzione è stata installata a largo della costa occidentale della Svezia ed è stata nominata Sotenas Wave Energy.

La Seabased AB, società creatrice dell’impianto, ha spiegato che l’energia viene generata attraverso il sollevamento e l’abbassamento di una griglia di galleggianti fra le onde che, opportunamente collegati alla terra ferma con un cavo di 10 chilometri, sono in grado di trasferire i Megawatt prodotti alla rete elettrica nazionale. Il progetto supera enormemente in dimensioni il precedente Perth Wave Energy Project, un analogo impianto commerciale di produzione energetica sperimentato in Australia: idealmente simile ma funzionante con boe sottomarine sospese a 1-2 metri dalla superficie dell’oceano.

Lo sfruttamento del moto ondoso è più vantaggioso rispetto all’eolico e al solare secondo Gianmaria Sannino, responsabile del laboratorio di modellistica climatica e impatti dell’ENEA. I motivi sono da individuare nel “basso impatto ambientale e visivo, in una minore variabilità oraria e giornaliera e in una variazione stagionale favorevole, visto che il potenziale dell’energia dalle onde è più alto in inverno quando i consumi energetici sono massimi”.

Anche se con dimensioni ridotte, anche l’Italia è all’avanguardia per quanto riguarda questo genere di tecnologie. Il Politecnico di Torino sta testando in Sicilia la piattaforma galleggiante Iswec, che si differenzia dall’esempio svedese per l’assenza di fissaggio al fondale.

Secondo i ricercatori torinesi se si riuscisse a catturare il 5% del potenziale energetico del moto ondoso attorno all’Europa, con le tecnologie attuali si potrebbe fornire elettricità a 12 milioni di case. Un buon auspicio per un futuro più sostenibile.

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