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EnergiaVicina | 06/12/2019

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Incentivi sulle rinnovabili: 15 miliardi finiscono in bolletta

Incentivi sulle rinnovabili: 15 miliardi finiscono in bolletta
Francesco Cerrone

Guido Bortoni, presidente dell’Autorità per l’Energia, in occasione dell’audizione alla commissione Industria del Senato sull’indagine conoscitiva sui prezzi finali di elettricità e gas, ha dichiarato che gli oneri generali di sistema arriveranno nel 2015 a 15 miliardi di Euro, in lieve aumento confronto al 2014 (14.75 miliardi di Euro) e il doppio rispetto ai 7,47 miliardi di Euro del 2011.

A trainare l’aumento, ovviamente, è la componente A3 relativa alle Fer-Fonti energetiche rinnovabili (da 6,5 a 12,9 mld negli ultimi 4 anni). Ma Bortoni ha sottolineato  “forti preoccupazioni” anche per la “notevole complessità che si è venuta a creare per la sovrapposizione di diversi meccanismi originata da altrettante fonti normative”. In particolare il ben noto art. 39 del DL Crescita 83/2012 sulle agevolazioni agli energivori e il taglia-bollette a vantaggio delle Pmi contenuto nel DL Competitività.

Pur condividendo l’approccio di quest’ultimo provvedimento volto a ridurre gli oneri più che ridistribuirli, l’Autorità rimarca il persistente “squilibrio tra gli oneri posti in capo alle realtà produttive connesse in bassa tensione, anche con potenza impegnata superiore a 16,5 kW, e quelle connesse in media tensione con medesima potenza impegnata”.

Il presidente dell’AEEGSI auspica inoltre che “si concluda ben prima del mese di settembre 2015 il procedimento in corso presso la Commissione europea, in merito alla verifica della compatibilità delle agevolazioni a favore delle imprese energivore con la nuova disciplina europea in materia di aiuti di Stato nei settori dell’energia e dell’ambiente”.

Solo così, ha rimarcato, “si potranno eliminare le incertezze oggi presenti”, cogliendo anche “l’occasione per una razionalizzazione e semplificazione della normativa in materia”.

L’Autorità ha illustrato poi una serie di dati sui prezzi italiani, da confrontare con quelli dei principali Paesi Ue. L’esito conferma un trend abbastanza noto: nell’elettricità, per consumi fino a 5.000 kWh/anno (pari al 90% del totale) gli italiani pagano mediamente di meno.Ma oltre tale soglia il rapporto si capovolge. Se consideriamo i consumatori industriali è l’esatto contrario: prezzi più alti per i consumatori italiani nelle fasce più basse e più bassi rispetto agli omologhi europei in quelle più alte.

Per quanto riguarda il gas, si è evidenziato il forte divario dei prezzi al netto delle tasse (particolarmente competitivi in Italia) e al lordo delle tasse (tra i più alti in Europa).

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