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EnergiaVicina | 19/09/2017

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L’aumento di potenza si fa più flessibile

L’aumento di potenza  si fa più flessibile
Antonella Travasoni

Lavastoviglie, lavatrice, asciugatrice, forno, l’utilizzo crescente e in contemporanea di più elettrodomestici fa saltare sempre più spesso il contatore della luce.
Vorreste richiedere un aumento di potenza, ma passare da 3 kW a 4,5 kW vi sembra eccessivo e costoso? Buone notizie! Dal 1 gennaio 2017 sarà possibile l’aumento di potenza modulabile di 0,5 kW in 0,5 kW, per le utenze fino 6 kW.

Una flessibilità, quella proposta dall’Autorità, che va incontro alle necessità crescenti di una società sempre più tecnologica ed energivora: se fino ad oggi l’aumento o la diminuzione di potenza del contatore elettrico richiedevano variazioni minime di 1,5 kW, dal prossimo anno le utenze potranno modulare la potenza impegnata sugli effettivi bisogni della casa o dell’azienda.
La tabella sottostante dettaglia, per potenza contrattuale, le variazioni possibili in aumento o in diminuzione.
Per quanto riguarda i costi per l’incremento, sono dovuti una tantum: 23,00 euro di diritti fissi e – secondo quando definito dal TIC – Testo integrato delle condizioni economiche per l’erogazione del servizio di connessione 2016-2019 – 69,36 euro/kW per ogni kW di potenza messo a disposizione (Quota potenza), a cui si aggiungono i contributi in quota fissa a copertura di oneri amministrativi di 27,03 euro.
In caso di richiesta di diminuzioni di potenza, con conseguenti risparmi in bolletta, sono dovuti unicamente i costi dei diritti fissi e gli oneri amministrativi.

 

Potenza contrattuale kW



Incrementi/decrementi di potenza
fino a 6variazioni di 0,5 kW, ad esempio 1,5-2-2,5-3-3,5-4-4,5-5-5,5-6 kW
> 6 e fino a 10variazioni di 1 kW, ad esempio 7,8, 9, 10 kW
>10 e fino a 30variazioni di 5 kW, ad esempio 15, 20, 25 kW

 

 

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